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lunedì 2 luglio 2012

DAMMI UNA LAMETTA


(con la quale però NON mi taglio le vene, come suggeriva Donatella)

È scoppiato il caldo, gente! E come ogni estate, per affrontare queste temperature torride, ci sentiamo ripetere, sui giornali o in televisione, sempre le stesse (un po' banalotte) raccomandazioni, che vado citandovi random:
evitate di uscire e di svolgere attività fisica nelle ore più calde (come astenersi dal fare una bella corsettina in pausa pranzo con 35° all'ombra e un'umidità del 100%? Certo che se non ce lo suggeriva il Ministero della Salute, dubito che noi ci saremmo arrivati da soli, in effetti!);
cercate di lavorare in un ambiente rinfrescato da un ventilatore o condizionatore (o, se preferite, anche da un bell'ometto che vi sventoli a torso nudo rami di palma per farvi aria);
se vi esponete al sole, riparatevi la testa, a vostra scelta con un trendy cappello Panama (che fa tanto star del jet set), un variopinto foulard (elegante alla Grace Kelly) o un triste ombrellino (che fa molto effetto turista giapponese in gita a Roma a ferragosto);
in caso di colpo di sole o di calore, bagnatevi subito con acqua fresca;
bevete molti liquidi (ma dai? Avvertite come un senso di secchezza delle mucose del cavo faringeo? Mhm... nooo, è una sensazione sconosciuta quando fa caldo! Da quanta acqua sto ingerendo in questo periodo ho anche preso in considerazione l'ipotesi di lavorare su una comoda... giusto perché essendo pipì-pigra, termine coniato dalla mia geniale amica Polee, questa soluzione potrebbe evitarmi una cistite da “eccessivo trattenimento di liquidi” come direbbero quelli dotti in medicina);
consumate pasti leggeri, preferendo frutta e verdura (quindi dite che un piattone di lasagne belle “besciamellose” seguito da un fritto misto alla piemontese è da escludere?);
e infine indossate indumenti chiari, meglio se di cotone o lino, ampi e/o corti.
Tradotto significa, che se non vuoi fare l'effetto Franchino (e per chi non conoscesse – come è possibile? – il peloso autostoppista di fantozziana memoria, guardatevi la scena della sua apparizione), c'è una sola soluzione: DEPILAZIONE, dal rasoio alla ceretta passando per le creme decoloranti.

Mr. Franchino
Diciamocelo subito: per avere la pelle liscia come il culetto di un neonato, bisogna soffrire. E quindi dovete andare di ceretta o epilatore ed escludere già subito in partenza l'opzione a.) così come la c.) e cioè quelle più indolori: col rasoio i peli vi ricrescono più folti e spessi di prima, con la crema non correte il rischio dell'effetto pelo-ispido-tipo-riccio ma di certo il risultato non è molto preciso e quindi dovete ricorrere alla pinzetta per eliminare quelli che non avete asportato via con la spatola (e mettete in conto di dovervi aggirare per casa cosparse del suddetto prodotto per un tempo di certo superiore a quello prospettato nelle istruzioni perché per qualche strano motivo il vostro pelo non ci mette MAI 20 minuti per indebolirsi e cadere... quindi se avete fretta non prendete nemmeno in considerazione questo metodo).
E poi volete mettere la seccatura della ricrescita? Dopo cinque/massimo dieci giorni siete di nuovo punto e a capo.
L'eventualità di decolorare non ve la prospetto nemmeno: avete presente che effetto imbarazzante avrebbe una soluzione di quel tipo applicata su quelle che, come me, sono more ed hanno pure la carnagione mediterranea (a meno che non vi esalti l'idea di sembrare dei Gremlins biondi)?
Quindi, rassegnatevi: non vi resta che la ceretta per un effetto duraturo e preciso.
E se sotto sotto siete un po' delle codarde e al primo giro di Silk-épil ululate dal male chiedendovi perché non siete nate col gingillo invece che donne (e dire che ci avevano detto che avremmo “solo” partorito CON DOLORE) e soffrite troppo per farvi un altro millimetro quadrato di gamba, c'è la soluzione “estetista”, cioè delegare una sadica che si occuperà di decespugliarvi gambe, braccia, cosce, ascelle ma soprattutto lui,il maledetto: l'inguine... un'esperienza in confronto alla quale camminare sui carboni ardenti insieme a Giucas Casella che vi tiene per mano ripetendovi “Change” vi sembrerà una passeggiata!
Per fortuna io ho la Sara (cioè per chi è di Biella o dintorni o abita da tutt'altra parte ma vuole un'estetista davvero brava: “L'Angolo del Benessere”, via Repubblica 8... e con questa pubblicità mi sono meritata un trattamento a scelta gratis, vero?) che mi fa assumere le pose più strane per assicurarmi una depilazione perfetta (roba che in confronto l'étoile Eleonora Abbagnato è un po' legnosa), che studia con precisione goniometrica la sgambatura, che per non farmi sentire troppo dolore nello strappo mi distrae cantandomi Sal da Vinci e che per ricompensarmi di questa immane fatica mi coccola con un massaggio polinesiano così rilassante da ringraziare il Signore per essere venuta al mondo!

La sadica (con affetto, neh!) Sara in azione
E a proposito di peli superflui, creme, maschere di bellezza, balsami, scrub, prodotti drenanti, antiaging, leviganti oltre a varie ed eventuali altre pratiche igienico-estetiche volte ad abbellire, rassodare, depilare, truccare (e l'elenco potrebbe andare avanti ore) il nostro corpo, qualche giorno fa una cassonetto's lady, la Ele, mi ha raccontato la storia di un ménage à trois davvero molto divertente, che voglio condividere con voi, e cioè: lei, il Gino (nome di fantasia che per questioni di privacy daremo alla sua dolce metà) e il bagno (che cosa andavate pensando, maliziosi?).
«La gestione del bagno è un affare delicato, più delicato della gestione delle lenzuola. Il bagno è il cubicolo santo in cui le donne provvedono alla manutenzione del proprio corpo (togliere peli, schiacciare cose, togliere cose, metterne altre, sbiancare, tingere eccetera, eccetera) ed espletano bisogni corporali che altrimenti negherebbero.
Per quanto possa essere romantico fare la doccia insieme, io ho bisogno a volte di pulirmi da sola, rasoiarmi in santa pace e togliere quei 5 peletti che hanno attecchito sul mento, chiara sindrome dell'imbefanimento anticipato, senza essere scrutata.
È questo il mistero di cui tanto si parla e che va mantenuto tale se si desidera tenere alto il tasso erotico della coppia.
Quindi voto “sì” alla chiave nel bagno e ancora “sì” a chiudermi dentro per 15 minuti, pur bruciando le carote, per stare in santa pace comodamente seduta sul wc con la mia nuova copia di “Vanity fair” o col tablet aperto su “I racconti del cassonetto”
Cosa aggiungere? Seguite il suo esempio, donne!