(con
la quale però NON mi taglio le vene, come suggeriva Donatella)
È scoppiato il caldo, gente! E come ogni estate, per affrontare queste
temperature torride, ci sentiamo ripetere, sui giornali o in
televisione, sempre le stesse (un po' banalotte) raccomandazioni, che
vado citandovi random:
evitate
di uscire e di svolgere attività fisica nelle ore più calde (come
astenersi dal fare una bella corsettina in pausa pranzo con 35°
all'ombra e un'umidità del 100%? Certo che se non ce lo suggeriva il
Ministero della Salute, dubito che noi ci saremmo arrivati da soli,
in effetti!);
cercate
di lavorare in un ambiente rinfrescato da un ventilatore o
condizionatore (o, se preferite, anche da un bell'ometto che vi
sventoli a torso nudo rami di palma per farvi aria);
se
vi esponete al sole, riparatevi la testa, a vostra scelta con un
trendy cappello Panama (che fa tanto star del jet set), un variopinto
foulard (elegante alla Grace Kelly) o un triste ombrellino (che fa
molto effetto turista giapponese in gita a Roma a ferragosto);
in
caso di colpo di sole o di calore, bagnatevi subito con acqua fresca;
bevete
molti liquidi (ma dai? Avvertite come un senso di secchezza delle
mucose del cavo faringeo? Mhm... nooo, è una sensazione sconosciuta
quando fa caldo! Da quanta acqua sto ingerendo in questo periodo ho
anche preso in considerazione l'ipotesi di lavorare su una comoda...
giusto perché essendo pipì-pigra, termine coniato dalla mia geniale
amica Polee, questa soluzione potrebbe evitarmi una cistite da
“eccessivo trattenimento di liquidi” come direbbero quelli dotti
in medicina);
consumate
pasti leggeri, preferendo frutta e verdura (quindi dite che un
piattone di lasagne belle “besciamellose” seguito da un fritto
misto alla piemontese è da escludere?);
e
infine indossate indumenti chiari, meglio se di cotone o lino, ampi
e/o corti.
Tradotto
significa, che se non vuoi fare l'effetto Franchino
(e per chi non conoscesse – come è possibile? – il peloso
autostoppista di fantozziana memoria, guardatevi la scena della sua apparizione), c'è una sola soluzione: DEPILAZIONE, dal rasoio alla
ceretta passando per le creme decoloranti.
![]() |
| Mr. Franchino |
Diciamocelo
subito: per avere la pelle liscia come il culetto di un neonato,
bisogna soffrire. E quindi dovete andare di ceretta o epilatore ed
escludere già subito in partenza l'opzione a.) così come la c.) e
cioè quelle più indolori: col rasoio i peli vi ricrescono più
folti e spessi di prima, con la crema non correte il rischio
dell'effetto pelo-ispido-tipo-riccio ma di certo il risultato non è
molto preciso e quindi dovete ricorrere alla pinzetta per eliminare
quelli che non avete asportato via con la spatola (e mettete in conto
di dovervi aggirare per casa cosparse del suddetto prodotto per un
tempo di certo superiore a quello prospettato nelle istruzioni perché
per qualche strano motivo il vostro pelo non ci mette MAI 20 minuti
per indebolirsi e cadere... quindi se avete fretta non prendete
nemmeno in considerazione questo metodo).
E
poi volete mettere la seccatura della ricrescita? Dopo cinque/massimo
dieci giorni siete di nuovo punto e a capo.
L'eventualità
di decolorare non ve la prospetto nemmeno: avete presente che effetto
imbarazzante avrebbe una soluzione di quel tipo applicata su quelle
che, come me, sono more ed hanno pure la carnagione mediterranea (a
meno che non vi esalti l'idea di sembrare dei Gremlins biondi)?
Quindi,
rassegnatevi: non vi resta che la ceretta per un effetto duraturo e
preciso.
E
se sotto sotto siete un po' delle codarde e al primo giro di
Silk-épil ululate dal male chiedendovi perché non siete nate col
gingillo invece che donne (e dire che ci avevano detto che avremmo
“solo” partorito CON DOLORE) e soffrite troppo per farvi un altro
millimetro quadrato di gamba, c'è la soluzione “estetista”, cioè
delegare una sadica che si occuperà di decespugliarvi gambe,
braccia, cosce, ascelle ma soprattutto lui,il maledetto: l'inguine...
un'esperienza in confronto alla quale camminare sui carboni ardenti
insieme a Giucas Casella che vi tiene per mano ripetendovi “Change”
vi sembrerà una passeggiata!
Per
fortuna io ho la
Sara
(cioè per chi è di Biella o dintorni o abita da tutt'altra parte ma
vuole un'estetista davvero brava: “L'Angolo del Benessere”, via
Repubblica 8... e con questa pubblicità mi sono meritata un
trattamento a scelta gratis, vero?) che mi fa assumere le pose più
strane per assicurarmi una depilazione perfetta (roba che in
confronto l'étoile Eleonora Abbagnato è un po' legnosa), che studia
con precisione goniometrica la sgambatura, che per non farmi sentire
troppo dolore nello strappo mi distrae cantandomi Sal da Vinci e che
per ricompensarmi di questa immane fatica mi coccola con un massaggio
polinesiano così rilassante da ringraziare il Signore per essere
venuta al mondo!
![]() |
| La sadica (con affetto, neh!) Sara in azione |
E
a proposito di peli superflui, creme, maschere di bellezza, balsami,
scrub,
prodotti drenanti, antiaging,
leviganti oltre a varie
ed eventuali altre pratiche igienico-estetiche volte ad abbellire,
rassodare, depilare, truccare (e l'elenco potrebbe andare avanti ore)
il nostro corpo, qualche giorno fa una cassonetto's lady, la Ele, mi
ha raccontato la storia di
un ménage
à trois
davvero
molto divertente, che voglio condividere con voi, e cioè: lei, il
Gino (nome di fantasia che per questioni di privacy daremo alla sua
dolce metà) e il bagno (che cosa andavate pensando, maliziosi?).
«La
gestione del bagno è un affare delicato, più delicato della
gestione delle lenzuola. Il bagno è il cubicolo santo in cui le
donne provvedono alla manutenzione del proprio corpo (togliere peli,
schiacciare cose, togliere cose, metterne altre, sbiancare, tingere
eccetera, eccetera) ed espletano bisogni corporali che altrimenti
negherebbero.
Per
quanto possa essere romantico fare la doccia insieme, io ho bisogno a
volte di pulirmi da sola, rasoiarmi in santa pace e togliere quei 5
peletti che hanno attecchito sul mento, chiara sindrome
dell'imbefanimento anticipato, senza essere scrutata.
È questo il mistero di cui tanto si parla e che va mantenuto tale se si desidera tenere alto il tasso erotico della coppia.
Quindi voto “sì” alla chiave nel bagno e ancora “sì” a chiudermi dentro per 15 minuti, pur bruciando le carote, per stare in santa pace comodamente seduta sul wc con la mia nuova copia di “Vanity fair” o col tablet aperto su “I racconti del cassonetto”!»
È questo il mistero di cui tanto si parla e che va mantenuto tale se si desidera tenere alto il tasso erotico della coppia.
Quindi voto “sì” alla chiave nel bagno e ancora “sì” a chiudermi dentro per 15 minuti, pur bruciando le carote, per stare in santa pace comodamente seduta sul wc con la mia nuova copia di “Vanity fair” o col tablet aperto su “I racconti del cassonetto”!»
Cosa
aggiungere? Seguite il suo esempio, donne!

