Io
la penso così: se ho un tubo in casa che mi perde – per fare un
esempio – prendo il telefono e chiamo un idraulico. Mi fido della
sua competenza, lo lascio lavorare, lui mi aggiusta il danno, io lo
pago e tanti saluti.
Questo
nel migliore dei mondi possibili, per dirla alla Leibniz.
Ma
non funziona sempre così.
Nel
mio ambiente lavorativo, ad esempio, capita sempre più spesso che il
primo committente di turno – che di professione NON
fa il filologo né l'archivista né il ricercatore – si senta
autorizzato a smettere i panni del committente (parola che, giusto
per la cronaca, deriva dal latino “committere”, cioè “affidare”
e quindi indica “colui che incarica
qualcuno
di eseguire una data prestazione”) per improvvisarsi dotto uomo di
cultura, prendersi la libertà di “sfrucugliare” tra le mie carte
e inserire
“ad minchiam” sue chiose
– del tutto fuori luogo e per giunta in un italiano imbarazzante –
giusto per farmi perdere tempo, energia e pazienza a tre mesi dalla
consegna di un tomazzo di 500 pagine.
Ora:
già io mi benzino facilmente di mio, se poi vengo fastidiosamente
punzecchiata, trascendo. E hai voglia contare fino a 100, andare di
tilia tomentosa endovena o implorare la Madonna d'Oropa che mi metta
una mano sulla testa, o meglio sulla bocca!
Io
non sarò Leonardo da Vinci né Michelangelo, ma pure te sei ben
lontano dall'essere un Ludovico il Moro o un papa Giulio II. Per
dire!
Io
mi permetto di andare dal signor idraulico di cui sopra a insegnargli
come riparare il tubo? No. E allora perché tu, caro committente che
mi affidi gli incarichi (e per inciso, ti dimentichi sempre di
pagarmi nelle scadenze prefissate) non fai altrettanto? Altrimenti
fattele tu le ricerche e scrivitelo da solo il libro così ci
facciamo tutti due risate a leggerlo!
Ma
l'ira funesta non colpisce solo me... ho scoperto di essere in buona
compagnia.
Due
episodi letti questa mattina sul Corriere
mi hanno portato a pensare infatti che la famiglia è bella numerosa.
Il
primo riguarda José
Mourinho
che alla domanda di un giornalista circa il motivo dell'esclusione di
Kevin De Bruyne, irritatissimo si alza e se ne va non prima di aver
fatto presente agli astanti che a lui spetta decidere chi convocare e
chi no e continuare a chiedergli conto degli assenti da parte della
stampa sportiva è un'abitudine senza senso.
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| The Special One in uno scatto di disappunto |
Il
secondo riguarda Marina
Shifrin,
che ha deciso di lasciare il suo alienante posto di lavoro con una danza-denuncia che sta facendo il giro del web: stanca di trascorrere
notti insonne davanti a un pc monitorando il traffico su Internet e
di non avere più una vita sociale decorosa per un capo taiwanese che
predilige la quantità alla qualità, la ragazza americana balla
sulle note di “Gone” di Kanye West tra le scrivanie vuote del suo
ufficio alle 4.30 di mattino inaugurando una nuova modalità di
licenziamento. Pare che il suo datore di lavoro non l'abbia presa
benissimo e che sia passato al contrattacco definendola una
scontrosa.
A
questo proposito, a spezzare una lancia a favore delle persone dotate
di un carattere non proprio malleabile ci ha pensato uno studio dello
scorso aprile condotto dalla prestigiosa università americana di
Harvard – a fronte di un'accurata indagine condotta sulle
scimmie bonobo, considerate quelle più vicine all’uomo per
comportamento e struttura sociale – secondo cui chi è un po'
“Brontolo” inside è più intelligente, sveglio e portato alla
leadership dei colleghi tolleranti, positivi e sempre sorridenti
poiché dotato di un cervello con capacità più evolute.
E
se anche la scienza ci legittima ad essere un cicinìn
insopportabili, prevedo tempi duri in arrivo per chi mi trifolerà
ancora la pazienza!
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| ... D'altronde se al mio compleanno di cinque anni fa qualcuno mi ha regalato questa maglietta un motivo dovrà pur esserci! |
Se
non bastassero poi le argomentazioni di cui sopra, come non citare un
memorabile aneddoto legato a un politico dell'Ottocento,
tale Alfredo
Frassati,
del quale qualche anno fa mi è stata commissionata una biografia, e
che offre un'altra interessante lettura del problema?
Di
lui, all'indomani della morte, un collega aveva detto: «In un Paese
come il nostro in cui scarseggiano
gli uomini di
polso,
lui
aveva
un carattere
e per questo si diceva che fosse pessimo».
Ecco!

