La scorsa mattina “qualcuno” mi ha inviato questa foto.
È strana, l'immagine: sembra che il muro si sia mangiato la risposta...
E la mia testolina, che non sa stare ferma un minuto, si è messa a riflettere sul grande quesito: ma qual'è il segreto della felicità?
Bella domanda...
Non so dare ricette e non credo esistano, tanto più che sono molto scettica nei confronti di quelli che dispensano consigli come riso fuori dalla chiesa quando escono gli sposi.
Già... gli sposi.
(Non mi hanno fatto male i primi caldi estivi, gente... anche se magari in questo momento forse state pensando che io salti di palo in frasca, sappiate che non è così... Fidatevi: il mio ragionamento ha una sua logica).
Maggio ha inaugurato la stagione dei matrimoni per antonomasia.
Vasco ha dichiarato che sposerà la sua Laura dopo 25 anni di convivenza e anche Angelina e Brad (Jolie e Pitt, ça va sans dire) sembrano essersi decisi a pronunciare il fatidico “sì”.
Nonostante questi esempi “illustri” però l'Istat ci comunica che il numero di quanti si decidono al grande passo è in forte calo.
Partendo da questi notizione – senza le quali, obiettivamente, non avremmo potuto continuare a vivere – svariate riviste hanno pensato bene in queste settimane di propinarci interessantissimi (?) sondaggi su quale sia l'età migliore per sposarsi.
Mhm.. che annoso problema! In età matura o da giovanissimi? Mumble, mumble... Ecco il responso stando ai fortunelli intervistati: gli under 30 sono in forte calo rispetto agli over 40, se interessa a qualcuno... senza contare che la risposta più intelligente nel sondaggio in questione – cioè che l'età migliore è quando trovi la persona giusta e chissene del resto – non l'ha data nessuno.
Cosa c'entra tutto questo col segreto della felicità? Dopo averla cercata a lungo fuori da me, mi sono resa conto – ma è acquisizione recente – che la ricerca si sarebbe rivelata sempre vana se prima non fossi partita da me stessa. Un lavoraccio, neh!, ma quando riesci a fatica a trovare un equilibrio e a volerti bene, sei anche in grado di ridimensionare la portata di quelli che un tempo di sembravano problemoni insormontabili.
Con questo però, non condivido quanto il buon Schopenhauer sosteneva e cioè che “bastare a se stessi costituisce la qualità più utile per la nostra felicità”.
È inevitabile che nella nostra vita ci siano una o più persone, indispensabili per la nostra felicità... come dire: puoi fare il tirami su senza mascarpone, per carità, ma non viene buono alla stessa maniera (e apprezzate la filosofia spiccia della Betta!).
Ecco, allo stesso modo la mia vita senza il Rose – con tutti i nostri alti e bassi, le vittorie e le sconfitte, i pianti e le risate attraverso cui siamo passati – non sarebbe la “mia” vita!
E la mia testolina, che non sa stare ferma un minuto, si è messa a riflettere sul grande quesito: ma qual'è il segreto della felicità?
Bella domanda...
Non so dare ricette e non credo esistano, tanto più che sono molto scettica nei confronti di quelli che dispensano consigli come riso fuori dalla chiesa quando escono gli sposi.
Già... gli sposi.
(Non mi hanno fatto male i primi caldi estivi, gente... anche se magari in questo momento forse state pensando che io salti di palo in frasca, sappiate che non è così... Fidatevi: il mio ragionamento ha una sua logica).
Maggio ha inaugurato la stagione dei matrimoni per antonomasia.
Vasco ha dichiarato che sposerà la sua Laura dopo 25 anni di convivenza e anche Angelina e Brad (Jolie e Pitt, ça va sans dire) sembrano essersi decisi a pronunciare il fatidico “sì”.
Nonostante questi esempi “illustri” però l'Istat ci comunica che il numero di quanti si decidono al grande passo è in forte calo.
Partendo da questi notizione – senza le quali, obiettivamente, non avremmo potuto continuare a vivere – svariate riviste hanno pensato bene in queste settimane di propinarci interessantissimi (?) sondaggi su quale sia l'età migliore per sposarsi.
Mhm.. che annoso problema! In età matura o da giovanissimi? Mumble, mumble... Ecco il responso stando ai fortunelli intervistati: gli under 30 sono in forte calo rispetto agli over 40, se interessa a qualcuno... senza contare che la risposta più intelligente nel sondaggio in questione – cioè che l'età migliore è quando trovi la persona giusta e chissene del resto – non l'ha data nessuno.
Cosa c'entra tutto questo col segreto della felicità? Dopo averla cercata a lungo fuori da me, mi sono resa conto – ma è acquisizione recente – che la ricerca si sarebbe rivelata sempre vana se prima non fossi partita da me stessa. Un lavoraccio, neh!, ma quando riesci a fatica a trovare un equilibrio e a volerti bene, sei anche in grado di ridimensionare la portata di quelli che un tempo di sembravano problemoni insormontabili.
Con questo però, non condivido quanto il buon Schopenhauer sosteneva e cioè che “bastare a se stessi costituisce la qualità più utile per la nostra felicità”.
È inevitabile che nella nostra vita ci siano una o più persone, indispensabili per la nostra felicità... come dire: puoi fare il tirami su senza mascarpone, per carità, ma non viene buono alla stessa maniera (e apprezzate la filosofia spiccia della Betta!).
Ecco, allo stesso modo la mia vita senza il Rose – con tutti i nostri alti e bassi, le vittorie e le sconfitte, i pianti e le risate attraverso cui siamo passati – non sarebbe la “mia” vita!
… E dire che non mi piace fare la sentimentalona in pubblico, ma, dato che sono reduce dai festeggiamenti per il settimo anniversario di matrimonio, posso fare un'eccezione!
D'altronde le ricorrenze sono sempre complesse da gestire: anniversari, compleanni, 31 dicembre... sono come dei caselli a cui arrivi e ti devi per forza fermare a fare un piccolo bilancio. Non capita anche a voi?
A fronte di tutte le mie elucubrazioni, morale della favola, se proprio dovessi rispondere a quella domanda, io vi direi che il segreto della felicità è avere accanto un uomo che, dopo undici anni insieme, ti guarda ancora con lo stesso sguardo estatico che aveva il giorno in cui tu hai percorso, con un vestito bianco addosso e un velo in testa, la navata di quella chiesa e tutti gli occhi, in primis i suoi, erano puntati su di te.
E per tutte le volte che non te l'ho mai detto, ecco Rose, tu sei proprio quello che cantava Mia Martini: «un sole che splende per me soltanto / come un diamante in mezzo al cuore».
D'altronde le ricorrenze sono sempre complesse da gestire: anniversari, compleanni, 31 dicembre... sono come dei caselli a cui arrivi e ti devi per forza fermare a fare un piccolo bilancio. Non capita anche a voi?
A fronte di tutte le mie elucubrazioni, morale della favola, se proprio dovessi rispondere a quella domanda, io vi direi che il segreto della felicità è avere accanto un uomo che, dopo undici anni insieme, ti guarda ancora con lo stesso sguardo estatico che aveva il giorno in cui tu hai percorso, con un vestito bianco addosso e un velo in testa, la navata di quella chiesa e tutti gli occhi, in primis i suoi, erano puntati su di te.
E per tutte le volte che non te l'ho mai detto, ecco Rose, tu sei proprio quello che cantava Mia Martini: «un sole che splende per me soltanto / come un diamante in mezzo al cuore».
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| 29 maggio 2005 |
Ah, dimenticavo. Sapete il messaggio con la foto della scritta? Ecco, si chiudeva con queste parole: «... avere te!».
P.S. = Vi ricordate quella zuccherosa serie di vignette “Love is”, nelle quali i due innamoratini davano di volta in volta una definizione diversa dell'amore? Vi ho detto di essere allergica alle casistiche ma se proprio ne dovessi trovare una, che esuli un po' dalle banalità tipo quella qui sotto, ecco, io direi che amare è anche cercare di farsi andare giù scelte o passioni dell'altro che proprio facciamo fatica a digerire ma che rendono la tua metà tanto felice! Tipo, per il povero Rose, i miei tatuaggi che, da quando abbiamo iniziato il nostro cammino insieme, si sono moltiplicati raggiungendo ieri cifra SETTE!
Grazie 'more, che sai camuffare egregiamente la tentazione di guardarmeli con aria di schifo!
P.S. = Vi ricordate quella zuccherosa serie di vignette “Love is”, nelle quali i due innamoratini davano di volta in volta una definizione diversa dell'amore? Vi ho detto di essere allergica alle casistiche ma se proprio ne dovessi trovare una, che esuli un po' dalle banalità tipo quella qui sotto, ecco, io direi che amare è anche cercare di farsi andare giù scelte o passioni dell'altro che proprio facciamo fatica a digerire ma che rendono la tua metà tanto felice! Tipo, per il povero Rose, i miei tatuaggi che, da quando abbiamo iniziato il nostro cammino insieme, si sono moltiplicati raggiungendo ieri cifra SETTE!
Grazie 'more, che sai camuffare egregiamente la tentazione di guardarmeli con aria di schifo!



