Qualche
settimana fa, abbiamo parlato delle meraviglie (o presunte tali)
della convivenza prendendo spunto dalla testimonianza di una
Cassonetto's Ladies.
Posto
che su questo argomento ci potremmo fare un blog (e non è da
escludere... se qualcuno mi ruba l'idea, mordo!), in questo post
analizzeremo altri aspetti dell'annosa questione, partendo, ancora
una volta, dal racconto di Lady
V.
che, con il suo inconfondibile stile, ci racconta della pigrizia del
suo compagno e di come sia riuscita (SANTA
SUBITO!)
ad averla vinta portando sulla retta via l'indolente Ginetto
(per chi non ci avesse seguito nei post precedenti – male,
malissimo! – sappiate che Lady V. e Ginetto sono nomi di fantasia,
adottati solo per tutelare le nostre Cassonetto's
Girls
ed evitare che le loro genuine confessioni vengano lette e accolte
con ira funesta da fidanzati / mariti... questa precisazione giusto
perché voi, pronti via!, non pensiate che il mio blog sia seguito da
gente scentrata dotata di pseudonimi strani).
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| Ménage alla Carlo e Alice? |
«Lo
sapete che il mio coinquilino adorato è un ginnasta? Riesce a
scavalcare a piè pari l'immondizia che gli metto davanti alla porta
d'ingresso, senza prenderla in considerazione neppure per un
nanosecondo. Gli ho spiegato che i suoi muscoli bicipiti non mi
servono a niente se scende quattro volte al giorno le scale per
uscire con le mani vuote a ciondoloni.
Invece
io, donna manager, credo che se due volte al giorno porta giù la
monnezza posso dargli una volta alla settimana la plastica, tre volte
l'umido, una il vetro e due l'indifferenziata dove gli butto i
calzini che lui non trova più. Ma la mente dell'uomo è superiore (o
così crede) e pensa di spostare gli oggetti col pensiero. Esempi: la
tazza della colazione lasciata sul tavolo viene spostata con forza
delle meningi nel lavabo, i calzini dal fondo del letto al cesto del
bucato in bagno (passando attraverso una parete, vi rendete conto?) e
le mutande dallo stendino al cassetto (senza aprire il cassetto?),
potere della levitazione.
Quindi
ho imparato ad aspettare. D'altronde una donna coltiva l'arte della
pazienza sin da piccola, a volte aspetta il principe azzurro, a volte
aspetta il treno per Torino, io ho aspettato cinque giorni, che lui
si accorgesse, entrando in casa, dell'odore di cadaverina e
putrescina che lo accoglievano... quindi si è accorto che i suoi
poteri non funzionavano più (nella monnezza avevo messo anche la
kriptonite) e il giorno dopo (senza che io dicessi nulla) ha portato
giù la monezza!
Ho
solo dovuto indossare la mascherina al naso gli ultimi due giorni
(avevo cucinato il pesce e messo le lische nella monnezza... faceva
parte del piano) e bruciare più incenso che il Papa in camera da
letto. Ma ce l'ho fatta, ho vinto! Impagabile.
E
lui la sera, con aria da cucciolo, ha preteso anche la benedizione di
coccole su quanto era stato bravo a portare giù lo schifo, senza che
io parlassi (la mascherina e Fleming in sogno con le sue muffe
evidentemente non erano chiari segnali).
Così
ho applicato la pazienza alle altre piccole cose quotidiane:
quando il totem di vasetti di yogurt vuoti è caduto sulla chitarra,
ha scoperto che non si buttavano da soli, quando è rimasto senza
calzini, li ha messi a lavare e quando gli ho servito la colazione
nel bicchiere di carta ha iniziato a sparecchiare. Che uomo!
Ho
scoperto così che posso veramente avere un rapporto alla pari senza
trasformarmi in sua mamma, se alla pari intendiamo che io vedo le
cose nel momento reale in cui accadono ma devo aspettare circa una
settimana prima che se ne accorga anche lui».
In
casa Rose invece funziona così: ci sono ambiti nei quali
spadroneggia la Betta (e guai a intromettersi!) ed altri di
competenza del Rose (nei quali – e che ve lo dico a fare? – la
Betta si intromette, impipandosene allegramente dei
divieti).
Qualche
esempio?
La
cucina...
è il mio regno. Adoro spadellare e soprattutto rielaborare le
ricette inserendoci qualche variante personalizzata (ed il mio
“additivo
segreto”
non è lo sputo – allusione al film “Mani di velluto” di Adriano Celentano, avete presente? – a meno che a cena non siano
stati invitati ospiti particolarmente indigesti!) ma... ovvio che ci
sia un “ma”.
Io
ho dei seri problemi con le misure, le proporzioni, i calcoli, le
quantità e tutto ciò che può avere un qualche collegamento con la
matematica e dintorni (altrimenti, mica avrei fatto la filologa
nella vita!).
Quindi
se una ricetta è per otto persone, adattarne le dosi a solo due
commensali è un
vero dramma.
Inizio
bene (calcolatrice alla mano, foglio di carta, matita, più, meno,
per, diviso....) ma poi, colta da irrefrenabile scazzo, vado
a occhio.
Altro
dramma.
E
così quando qualcosa non mi torna perché ho clamorosamente cannato
le dosi e mi trovo in alto, altissimo mare... c'è una sola
soluzione: chiamare in soccorso lui, il serafico Rose che si adatta a
vestire i panni del valvassore,
si pone pazientemente in modalità “Ricalcolo
percorso”
(lo dice anche il vostro navigatore satellitare?), individua
l'origine del casino (in genere con quali ingredienti ci sono andata
giù senza ritegno) e si mette a ripesare, grattugiare, affettare,
sminuzzare, impastare... insomma, è un
Bimby vivente!
Tipo...
immaginatevi la scena: siamo sposati da nemmeno tre mesi, ferragosto
2005... caldo, afa, voglia di oziare... ma... eh! eh! Alla Betta
quale eccellente idea transita la mente? Di fare la frittura
dolce! No, dico: la frittura dolce!
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| "A noi due, semolino!" |
Fai
il semolino, taglialo a pezzi, impanalo, friggilo... se a un certo
punto non ci fosse stato il Rose, sarei ancora lì a prepararlo
adesso. Com'è, come non è, devo aver un po' troppo ecceduto negli
ingredienti (e alla fine della fiera, ce n'era così tanto da
riuscire comodamente a sfamare l'intera Biella per un anno).
Il
giardino invece è di competenza del Rose ma per dimostrare che, in
caso, saprei occuparmene pure io e che con zappe,
rastrelli, decespugliatori e compagnia briscola io ho un'invidiabile
dimestichezza... ecco... un bel giorno, mentre la mia dolce metà
tentava di farsi un sonnellino postprandiale... WROAM! WROAM!
Parte il tagliaerba con la Betta dietro a rincorrerlo (e vi dico solo
che il mio prato è tutto un sali e scendi)!
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| Che donna versatile: dalle pergamene antiche al rastrello! |
Da
allora ho capito che “manutenzione del giardino” UGUALE
“Rose's affaire”.
E
va bene così!
PiEsse
= E voi? Come siete? Delle pazienti Lady V. o delle pasticcione come
la Betta? Degli scansafatiche alla Ginetto o dei duttili Rose?


