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lunedì 11 marzo 2013

OH-TELLA!

Nelle mie vene scorre per il 25% sangue veneto, per un altro 25% piemontese e per il restante 50% CALABRO.
Di questo 50% ne vado particolarmente orgogliosa, pur con tutti gli eccessi che ne conseguono.


Insomma a me, per trasformarmi in Otella (o meglio Oh-Tella, per dare più enfasi alla cosa) ci vuole un niente.
E da questo punto di vista il lavoro del Rose nel campo della moda non aiuta.
Ma il casus belli viene da un aneddoto prettamente casalingo.
Un mesetto fa, abbiamo iniziato alcuni lavori in casa e ha fatto la sua apparizione una conturbante geometra dai languidi occhi a triglia, con una acconciatura un po' cotonata e la frangetta fresca di piega, una tinta dal colore indefinibile e un tubetto di gloss sulle labbra, il tutto mal sistemato su un corpo da gnoma stile la testimonial dei formaggini Susanna.
Forse ignara del fatto che il bel Rose nella sua vita fosse già ben accompagnato e di certo ipovedente al punto da non aver scorto la fede al dito, forte della carica erotica che solo una donna armata di cazzuola e casco protettivo può trasmettere (sappiate che sono ironica), questa MacGyver in gonnella gli stava incollata come una lampreda di mare ed era tutto uno sculettamento & petulanza.
Sprovveduta!
Cara la mia Incantevole Creamy dell'edilizia 2.0, sappi che nonostante io fossi nella stanza adiacente a fingere di cucinare la peperonata con le cotiche, ciò non significa che da accorta Miss Marple io non avessi già provveduto a passarti allo scanner prima che varcassi la soglia di casa e il colpo di tosse che hai sentito era solo il primo avvertimento.
Quello successivo è dardeggiare sguardi omicidi (che però temo tu sia troppo ottusa per cogliere).




Sull'argomento, sono informatissima. Recenti ricerche hanno dimostrato che la gelosia ha una base biochimica cosicché nei soggetti più affetti, si osserva una netta diminuzione di serotonina, l’ormone che regola il nostro buon umore. Quindi meno serotonina, più cattivo umore, meno autostima e voilà: ecco che la giugulare comincia a pulsarti a tutto andare nel collo!
Gli antropologi sostengono che la gelosia possa essere retrospettiva (leggi: lo spauracchio delle ex. E approfittando di questa parentesi, vi sconsiglierei caldamente di bissare l'errore madornale commesso dall'incauto Tolstoj, che il giorno prima di sposarsi consegnò alla sua diciottenne fidanzata Sonia un diario bollente dove erano elencate con dovizia di particolari tutte le sue conquiste. Per la cronaca: la tapina non si riprese mai più) oppure preventiva con conseguente controllo ossessivo delle mosse del partner (il saggio Freud sosteneva che questo tipo di gelosia derivasse da una forma di inadeguatezza personale che porta a “vomitare” sul partner le proprie insicurezze... che culo!).
Nel mio caso, non è niente di tutto questo. Nel retrobottega del mio cervello so benissimo che il mio Rose è una personcina seria, come non ne esistono più sulla piazza. È sulle geometre in versione femme fatale che si riversa il mio disappunto.
La questione è la seguente.
Alcune settimane fa, ho letto un articolo sul “Corriere”, dal titolo “Quelle che si innamorano solo di uomini sposati” (so che il discorso può essere valido anche per gli ometti, ma dato che nell'articolo si parlava di donne ed io appartengo al gentil sesso, sento particolarmente nelle mie corde questa dissertazione al femminile).
Pare che ci siano molte donne che si innamorano solo di persone già fidanzate o sposate. Anzi, proprio il fatto che “sia già di un'altra” ai loro occhi rende più desiderabile e “appetibile” (le intervistate hanno usato proprio questo termine... Signore pietà!) un uomo.
Perché?
Le ipotesi avanzate sono due: per un senso (idiota) di competizione nei confronti della compagna ufficiale (al fine di dimostrare, al mondo e a se stesse, di essere così irresistibili da riuscire a strapparle la dolce metà... ma non hanno niente di meglio da fare, mi verrebbe da domandare?) oppure – e questa teoria è proprio sintomatica della microcefalia di alcune donzelle – perché dopo una certa età gli uomini liberi sono considerati dalle suddette “scarti di altre” quindi difettosi o problematici, ergo da evitare mentre uno già “scelto” ha sicuramente delle doti indiscutibili e testate.
Ora, va bene che la Cyndi ci ha insegnato che “Girls Just Wanna Have Fun” e che ben prima di lei la nostrana Rosanna Fratello confessava di essere una donna, non una santa ma tutto ha un limite. Il buon Dio non vi ha fatto dono del prezioso senso del discernimento? Non sapete distinguere l'uomo potenzialmente sensibile a certe tentazioni da quello che rimane invece impermeabile a certe avances?
Comunque sculetta e “petula” pure quanto vuoi, povera la mia Playmate del calcestruzzo, ma stai perdendo il tuo tempo... tanto qui non c'è trippa per gatti!
E se vi doveste mai accingere a lasciare un commento, una prece: astenersi saggi! Lo so da me, caro amico/a che adesso vorresti vestire i panni di Salomone ed elargirmi giudiziosi consigli per sconfiggere questa mia inveterata propensione alla gelosia, che tale stato emotivo, spesso ingiustificato, causa ansia e tormenti facendo vivere sia colui o colei che la prova sia la persona amata in uno stato di perenne, trepidante inquietudine, la quale a sua volta danneggia l'equilibrio psico-fisico e bla, bla, bla...
Negli anni – nonostante lo sfogo contenuto in questo post possa far pensare il contrario – ho imparato a gestirla e soprattutto a fare tesoro di un detto popolare calabrese sempre valido secondo cui ad essere troppo possessivi si rischia di finire nel peggiore dei modi.
Quindi, ricordate anche voi: l'omu gilusu, mori cornutu!

giovedì 25 ottobre 2012

WELCOME TO THE JUNGLE – PART TWO

Se pensate che in questo contro post io impieghi le mie energie cercando di confutare punto per punto il pensiero espresso da Teto, preso grosso modo ad emblema della condotta maschile tout court, siete fuori strada.
All'idea di passare una domenica all'Ikea o in un qualsivoglia grande centro commerciale tra scaffali, tavoli, ante, cuscini, lampade, utensili da cucina, scopini da bagno ed ammennicoli vari di differenti fogge e dimensioni, tutti da trascinare, disimballare, montare, collocare, decorare, dipingere... vengo irrefrenabilmente colta da sudarella nervosa, avverto un preoccupante senso di fiato corto ed osservo i primi lampanti segni di orticaria sul corpo.
Anche io, comunque, ho fatto qualche capatina nello pseudo paradiso svedese di Ingvar Kamprad (riuscendo peraltro a spendere una cifra immorale) e ciò che mi è rimasto negli anni indelebile nella mente è il ricordo del “dopo” e cioè: “Come il maschio ti monta l'acquisto Ikea”.
Emblematico è il caso Ivar. Lo acquistiamo debitamente turlupinati dalla promessa “Combina i diversi elementi del sistema componibile IVAR: sfruttare al meglio lo spazio è più facile di quanto credi”.
Manca una settimana al matrimonio e il Richy, da sempre il migliore amico del Rose nonché suo testimone di nozze ma soprattutto eccelso ingegnere, si offre di aiutarci.
Inizio delle operazioni di montaggio: ore 14.00. Lascio i due eroi con metro, calcolatrice, fogli bianchi per schizzi creativi alla mano, vedersela con cacciaviti, trapani, chiodi, tasselli, montanti, ganci da fissare, mensole, sicura che al mio ritorno avrei potuto riempire il capiente mobile.
Appena chiusa la porta di casa invece (ore 20.00, per la cronaca), la scena che mi si para davanti sfiora il grottesco: Ivar giace inerme (e smontato) a terra mentre il Richy giace inerme e con una mano gonfia e fasciata sul divano.
Quando i lavori sembravano essere a buon punto, “per qualche strano motivo” (questa la labile giustificazione dei due presenti al fattaccio) l'intera scaffalatura crolla e sfortunatamente trova la mano destra del prode amico su cui atterrare.
Ora, io credo che se noi donne finiamo sempre col considerare in automatico la nostra dolce metà un efficiente tuttofare ci sia un colpevole e questo colpevole abbia un nome e un cognome: è lui, l'agente Angus MacGyver.

Il nostro capro espiatorio
E diciamocelo: MacGyver, dall'inguardabile capigliatura mechata, non era mica un uomo normale, a meno che voi non vogliate far rientrare in questa categoria uno che, armato solo di coltellino svizzero e rotolo di nastro adesivo, riuscirebbe a montarvi cucina, salotto e camera da letto Ikea, senza istruzioni, con gli occhi bendati e in soli 30 minuti netti!
Vi sarà sicuramente capitato almeno una volta nella vita di trovarvi, che so, con lo scarico rotto, un tubo che perde, un elettrodomestico fuori funzione... insomma in panne per qualche piccolo incidente domestico e pensare: «Ussignùr, se solo avessi sposato MacGyver!».
Ecco, a causa di modelli sbagliati propinatici dai telefilm anni Ottanta, noi rischiamo di tacciare ingiustamente il nostro fidanzato / coniuge di scarso rendimento, se non proprio di totale incapacità manuale quando a ben vedere la realtà è meno catastrofica.

Il Rose, un uomo per tutte le stagioni – primavera
In questi dodici anni di convivenza, il Rose non si è mai tirato indietro e all'occorrenza ha intonacato, stuccato, scartavetrato, installato programmi nel computer, tirato a lucido i vetri, pelato chili di pesche quando alla consorte è venuta voglia di fare la marmellata, scaricato quintali di legna o spalato la neve alle ore più impensate, alcune volte rischiando di martellarsi una falange o lasciando qualche alone o riducendo la parete a una specie di colabrodo, ma sempre in prima linea, senza mai sbuffare e solo raramente imprecando.

Il Rose, un uomo per tutte le stagioni – estate

Insomma, un vero uomo – Vivaldi (altrimenti noto anche come, secondo il vocabolario della Betta, “un uomo per tutte le stagioni”)!

Il Rose, un uomo per tutte le stagioni – autunno

Combina i diversi elementi del multitasking Rose: risolvere i piccoli, grandi problemi quotidiani in casa è più facile di quanto credi!

Il Rose, un uomo per tutte le stagioni – inverno

E voi come siete messe? Avete al vostro fianco un MacGyver – Vivaldi, che interpreta la cassetta degli attrezzi come una sorta di protesi del suo corpo, o vivete con un maschietto che ha fatto del proselitismo fancazzistico il suo credo?