No, no... non parlo di
temperature e di clima ma, come suggerisce Nada nella sua
canzone, di una grande passione che improvvisamente si spegne.
Anzi, restando in
ambito musicale, c'è un brano che calza a pennello col post di oggi.
Avete presente “Il flamenco della doccia” di Daniele Silvestri (e soprattutto il pezzo che fa: «se non vuoi farti monaca
di Monza non lasciarmi senza / perché questa ignobile astinenza /
credo che mi ucciderà / Insomma dammela, ti prego dammela / non puoi
tenertela, non puoi negarmela / non è la favola di Cenerentola /
nemmeno al principe gli c'è voluta / questa eternità»)
???
È
infatti di questi giorni la notizia di una coppia
fiorentina il cui rapporto è imploso dopo sette anni (dico
SETTE) di vita ascetica imposti dalla moglie al marito, in
seguito alla nascita della prima (e unica) figlia.
Coniuge
freddino a letto?
È lui / lei il colpevole della fine del matrimonio. Per la
Cassazione infatti colui che si nega sessualmente contravviene ai
doveri coniugali ed è quindi responsabile della rottura del
matrimonio. Il
che vorrebbe dire, secondo i supremi giudici, che in simili casi di
“sedatio
concupiscentiae”
scatta la separazione con addebito sulle spalle di colui o colei che
sfugge alle avances del partner.
Nella
sentenza 19112 si legge: «Il persistente rifiuto di intrattenere
rapporti affettivi e sessuali con il coniuge, [...] provocando
frustrazione e disagio e, non di rado, irreversibili danni sul piano
dell'equilibrio psicofisico, costituisce gravissima offesa alla
dignità e alla personalità del partner». Perciò tale condotta
«legittima pienamente l'addebitamento della separazione, in quanto
rende impossibile al coniuge il soddisfacimento delle proprie
esigenze affettive e sessuali e impedisce l'esplicarsi della
comunione di vita nel suo profondo significato».
Insomma,
a volerla dire in termini più spicci, «il rifiuto dei rapporti
sessuali quando è intenzionale è una violazione dei doveri che
derivano dal matrimonio», chiosa un avvocato in proposito.
Ora:
in un matrimonio ci sono ics mila incombenze pallose che però
dobbiamo svolgere ma anche altrettante sollazzevoli amenità che,
viva Iddio, ci fa piacere vivere insieme al partner. Ça va san dire
che se il sesso rientra nella prima invece che nella seconda opzione,
c'è qualcosa che non va. Comunque, senza voler rubare il lavoro a
Willy Pasini, se pensa che l'unione valga la pena di essere salvata,
una soluzione, la coppia, in un modo o nell'altro la trova... Io la
vedo così!
![]() |
| Documentatevi, gente! Il pericolo della sedatio concupiscentiae è dietro l'angolo! |
Per
buttarla sul ridere, come deterrente allo sciopero
del sesso,
care donne, io vi suggerirei di figurarvi questa tutt'altro che
remota eventualità: a non concedersi per lungo tempo e senza un
motivo concreto, correte il rischio di vedere il vostro lui
trasformarsi nel “Don Mignotte” cantato dai Prophilax
(canzone che vi consiglio di ascoltare, conscia del fatto che
confessandovi questi gusti musicali mi sono giocata quel minimo di
credibilità di cui ancora godevo)... forse è meglio correre ai
ripari per tempo!
E
voi? Che ne pensate? Vi è mai capitato di inventarvi qualche
panzana per disertare il talamo? Se sì, esaurita la scusa del
mal di testa, a quale bislacco escamotage siete ricorsi?
P.S.
= Per una questione di privacy, questo giro sono ammessi anche
commenti in forma anonima o che suonino tipo «Una mia amica dice
che...».
