Dell'episodio
increscioso occorsomi durante l'amena vacanza in Calabria vi ho già
detto e così pure della rovinosa caduta del Rose con valigia a
seguito.
Oggi invece parliamo di
aneddoti vacanzieri che non necessariamente abbiano messo a rischio
la vostra incolumità.
D'altronde è ottobre,
si tirano fuori le maglie, si mettono via – SIGH! – i
vestiti svolazzanti in lino e ricordare qualche minuto le ferie fa
bene all'umore e aiuta a combattere la malinconia autunnale!
«Il
viaggio è come il matrimonio: il metodo sicuro perché vada male è
pensare di poterlo controllare»,
sosteneva John
Steinbeck.
Forse è proprio per questo motivo che io – sia che si tratti di
una breve gita fuori porta, sia che debba affrontare un soggiorno
all'estero – nel momento in cui mi accingo a varcare la soglia di
casa resetto il mio habitus mentale con relativa, rigorosa, innata
predisposizione alla programmazione e ne adotto uno decisamente
cazzaro e spensierato.
Ed
inevitabilmente abbondano gli episodi buffi, di quelli che lì per lì
ti dici «E adesso cosa faccio?» ma poi te ne ricordi per anni,
anzi, in un certo senso assurgono quasi a compendio dell'intera
vacanza e così finisce che forse non ho tenuto a mente ogni singolo
particolare del mio tour al Louvre o di Firenze o della Normandia ma
gli episodi che vi sto per raccontare... uh,
se me li ricordo bene quelli!
Mi
dimettono dall'ospedale dopo l'incidente agli occhi tra mille
raccomandazioni: dell'agognato relax fronte mare mi ero goduta solo
qualche giorno e così impipandomene di quei divieti (tipo «Non
legga, non guardi la televisione, non guidi, non faccia passeggiate
se non accompagnata per almeno un paio di mesi»... una vita da
vegetale, insomma), con l'incoscienza dei vent'anni, parto col fido
Albertino.
Destinazione: Parigi.
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| 1998: la Tour Eiffel, la Betta e... la “Piscio Card” |
Premessa:
dato che, per non farmi mancare niente, durante la fase da “non
vedente”, per fare la splendida ho cercato di andare in bagno da
sola ma ho centrato un carrello dei medicamenti sputtanandomi il
menisco sinistro, la mia andatura era decisamente claudicante.
Guida
Michelin
alla mano, si parte a visitare la città.
Com'è,
come non è, per attraversare la strada, se non di corsa almeno con
un passo un po' celere, mi parte il libricino che dopo aver disegnato
in volo una parabola perfetta atterra sull'unica pipì di cane
nell'arco di 500 km quadrati. Da allora, opportunamente sterilizzata,
la guida è stata soprannominata “Piscio
Card”
e per questa facezia siamo andati avanti a ridere per giorni!
E
per restare in tema di episodi
pulp,
immaginatevi quest'altra scena.
31
dicembre 2002. Ore 20.30.
Dopo un lungo vagare per tornare in albergo, il Rose e la Betta
comprendono di essersi persi sull'Appennino
tosco-emiliano.
Senza un'anima cui chiedere indicazioni e sprovvisti di Tom Tom,
Jerry Jerry o navigatore satellitare che dir si voglia, capiscono di
trovarsi in piena atmosfera «sì, viaggiare […] e
di notte con i fari illuminare / chiaramente la strada per saper dove
andare / con
coraggio gentilmente, gentilmente» quando inizia a nevicare e alla
fidata Twingo
– di decima mano, con circa 200.000 km. all'attivo – si rompe il
tergicristallo. Non so dirvi come, arriviamo in albergo qualche
minuto prima dello scoccare della mezzanotte con la faccia del povero
Rose completamente ghiacciata per aver dovuto guidare con la testa
fuori dal finestrino.
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| Compagna di mille (dis)avventure |
E
per un finale col botto, come non citare il nostro viaggio
in camper?
Nell'estate
di qualche anno fa, abbiamo la malsana idea di aggregarci ad altre
due coppie e di provare l'avventura di una vacanza on the road. Dopo
tre giorni a Disneyland Paris, prima di puntare verso nord, si rende
necessario scaricare le acque
nere
peccato però che non si riesca a trovare un'area attrezzata neanche
piangendo e che quando finalmente ne becchiamo una, c'è una coda di
ore, un profumo non proprio di violetta e nel frattempo – ora che
tocca a noi – si è messo pure a diluviare. Al povero Rose non
resta che togliersi il cappello da Apprendista
Stregone, armarsi di santa
pazienza (sforzandosi di non sentire i camper dietro di noi
strombazzare con insistenza per mettergli fretta) e mettersi
all'opera (e vi risparmio la foto successiva, nonostante, da buona
reporter, abbia documentato la scena).
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| Spurgo Service in allestimento |
E voi? Che ne è dei
vostri strambi aneddoti vacanzieri? Qual'è quello a vostro
avviso più divertente? Forza, gente: buttatelo nel mio Cassonetto!


